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Ancora un altro Cartellone concertistico, originale e distintivo, nuova proposta della straordinaria macchina produttiva del Sistema Regionale del Barocco Musicale, che unisce e fonde in modo organico sforzi e identità artistiche delle sue varie Sedi operative sul territorio, in collaborazione con i rispettivi Comuni: dopo il Festival dell’Organo a Montecarotto, il Festival AnconaBarocca, I Concerti del Campus e poi la Rassegna Autunno Barocco a Ostra, la Rassegna Convivio Musicale a Jesi, arriva il Violino Barocco Festival, nuovissima creazione del Sistema che trova sede istituzionale a Serra San Quirico -già da anni suo importante Centro produttivo- e ne esalta il ricco patrimonio d’arte SeiSettecentesco, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale con il sostegno di Regione Marche e diversi soggetti sponsor.
UNA CORNICE PREZIOSA, UNICA
Sede del Festival è la preziosa Chiesa Santa Lucia, autentico capolavoro d’arte barocca, uno dei più significativi e sbalorditivi esempi nelle Marche del gusto seicentesco: di origini molto precedenti, dopo la distruzione a causa di un terremoto a metà ‘600 la Congregazione dei Monaci Silvestrini la ricostruisce, incaricando artisti operanti a Roma con il dichiarato intento di trasformarla in un “abbagliante palcoscenico sacro per il trionfo dell'Ordine”, che impressioni l’occhio per lo sfarzoso apparato ricco di pitture, stucchi, intagli e dorature senza soluzione di continuità in tutte le superfici dell’interno. Tra le numerose grandi tele presenti, anche firme famose come Guido Reni, Pasqualino Rossi, il Cavalier d’Arpino. Nel contesto della pur piccola Chiesa, non solo monumento visivo di gigantesca imponenza dorata ma anche strumento tuttora funzionante, un pregiato organo originario del 1676, realizzato dai rinomati costruttori romani Testa.
UNA PROPOSTA RARA ED ESCLUSIVA
Il nuovo Festival tematico, unico del genere nelle Marche e pertanto centro di interesse e attrazione per l’intero settore non solo regionale, si caratterizza e distingue per la sua offerta di alta qualità artistica e ricercata programmazione, con il filo conduttore del Violino barocco nelle sue varie declinazioni tipologiche: dal repertorio, che individua e presenta Autori noti e meno noti, alla ricerca e scoperta di un panorama storico musicale quanto più ampio e variegato; agli interpreti, solisti e virtuosi, giovani emergenti e artisti già in avanzata carriera, vincitori di concorsi internazionali e specialisti di nome. Un Cartellone che mancava nella sua natura specifica e che richiama attenzione allargata, per l’unicità della sua offerta musicale e per lo straordinario scrigno d’arte in cui trova meravigliosa e ineguagliabile sede di fruizione.
UN PROGRAMMA DI RILIEVO INTERNAZIONALE
Tre i concerti in Cartellone, con programmazione intensiva e incalzante come si addice allo spirito di un Festival monografico: inaugurazione sabato 1 novembre con il Vincitore del Concorso Internazionale di Violino barocco “Tartini” 2025, l’artista ucraino Artem Dzeganovskyi che propone una serata virtuosistica a violino solo dal titolo “In SoliTudine”, con brani di notevole impatto emozionale, dei noti Bach, Telemann e Biber, ma anche del poco noto conterraneo Khandoshkin.
Segue, il 2 novembre, un duo violinistico italiano formato da Giuseppe Grieco –anch’egli vincitore di concorsi iternazionali- e da Egidio Mastrominico entrambi di scuola napoletana, con un ricco programma intitolato “Da Napoli all’Europa” in cui presentano composizioni del francese Leclair, del tedesco Telemann e dei napoletani Barbella e Cauciello, autori da scoprire. Chiude il Cartellone, domenica 9 novembre, “Verso il sole di Corelli”, raffinato percorso seicentesco attraverso l’arte di vari autori italiani che porta al grande Arcangelo Corelli, autentico nume ispiratore e punto di arrivo stilistico del violinismo barocco: interpreti di provato valore due artisti brasiliani, i fratelli Gilberto Ceranto al violino e Giovana Ceranto, che lo accompagna dando voce e vita al monumentale organo seicentesco della Chiesa.
Tutti gli appuntamenti iniziano alle ore 17.30 e sono a ingresso libero, con prenotazione d’obbligo a: info@fondazionelanari.







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